Ouida - Fondazione Michel de Montaigne

Vai ai contenuti

Menu principale:

Ouida

Storico
 

Locandina evento

 

Ouida in esilio. La pellegrina tenace
Mara Barbuni


Sabato 30 e domenica 31 agosto 2008 la Chiesa Anglicana di Bagni di Lucca ha ospitato il Convegno Internazionale “Ouida in Exile. The Stubborn Pilgrim” (“Ouida in esilio. La pellegrina tenace”), organizzato dai professori Marcello Cherubini, Mario Curreli, e Franco Marucci, con il patrocinio del Comune di Bagni di Lucca e della Fondazione Michel de Montaigne, per celebrare il centenario della morte della scrittrice Ouida (1839-1908), inglese di nascita e toscana per scelta. L’evento sarà articolato in tre sessioni (la prima sabato 30 alle ore 9.30, la seconda sabato 30 alle ore 16.30, la terza domenica 31 ore 9.30): sabato pomeriggio, alle 15.30 è prevista una visita al Cimitero Anglicano che ospita la tomba dell’autrice. Il Convegno si propone di investigare non solo le forme e i contenuti dell’opera narrativa e saggistica di Ouida, ma anche la sua ricezione contemporanea e postuma, i suoi rapporti con la politica e con il costume sociale dell’epoca, e le sue relazioni con la musica, con le arti figurative e con la letteratura italiana e inglese contemporanea. Parteciperanno alcuni tra i più prestigiosi anglisti italiani e internazionali, come Benedetta Bini, Francesco Marroni, Terence Bareham, Jane Jordan, Lyn Pykett e John Sutherland.
Ouida, pseudonimo di Maria Louise Ramée, nacque nel 1839 in Inghilterra, nel Suffolk, ma presto lasciò la sua città natale per trasferirsi a Londra, dove raggiunse una fama pressoché immediata negli ambienti mondani e letterari. A questo periodo risale il celebre romanzo Sotto due bandiere, incentrato sulla questione dell’espansione coloniale, e che venne poi rielaborato in un dramma teatrale di grande successo; a partire dagli inizi del Novecento all’opera è stata data ulteriore celebrità grazie ad almeno tre realizzazioni cinematografiche. A poco più di trent’anni Ouida intraprese un lungo viaggio in Europa che la portò fino in Toscana, dove si trasferì stabilmente, dapprima a Firenze, poi, per trent’anni, alla “Villa Farinola” di Scandicci. Qui l’autrice visse la sua fase più produttiva, scrivendo romanzi come In una città d’inverno, Ariadne e Falene, dedicati alla vita dell’alta società, e Pascarel, Signa, Una comunità di villaggio e In Maremma, che esprimono invece il suo interesse per i cambiamenti della politica italiana dopo l’Unità. Ouida si interessò sempre con molta partecipazione alla tormentata condizione delle classi contadine, vessate dalle istituzioni corrotte, dal personalismo del potere, dalla miseria, dalla leva obbligatoria, e da un progresso scientifico e architettonico che minacciava la bellezza del territorio. Fino ai primi anni Ottanta la scrittrice godette di una reputazione eccezionalmente positiva: i suoi ricevimenti del lunedì a Villa Farinola accoglievano cerchie di illustri ospiti, i massimi artisti europei elogiavano i suoi scritti, e la Casa Reale Savoia acconsentì che la raccolta di favole per bambini Bimbi portasse in epigrafe una dedica al piccolo Vittorio Emanuele. Le fervide perorazioni dell’autrice a favore dei ceti più deboli, tuttavia, cominciarono presto a guadagnarle le antipatie degli aristocratici e della classe dirigente. Nel corso degli anni, poi, la passione per la mondanità e l’infaticabile ambizione di vivere al di sopra dei propri mezzi generarono serie difficoltà economiche, aggravate dall’insuccesso degli ultimi romanzi, e Ouida, sfrattata dalla villa di Scandicci, dovette riparare a Sant’Alessio e infine a Bagni di Lucca. I primi anni del Novecento registrarono l’uscita dei suoi brillanti Studi critici, che restituirono un’ultima luce alla sua fama letteraria e che, tra l’altro, diedero notorietà all’opera ancora sconosciuta di Gabriele D’Annunzio. Nonostante il suo straordinario successo e la sua celebrità, Ouida non riuscì mai a stabilizzare la propria situazione finanziaria, e morì infine in miseria a Viareggio per le conseguenze di una polmonite.
L’opera di Ouida è così ampia e multiforme da saper risvegliare l’interesse di un bacino di lettori molto variegato: all’intervento nel dibattito politico sulla coscrizione obbligatoria e sulla questione coloniale, e all’appello per la difesa delle nazionalità oppresse, si aggiungono l’importanza delle sollecitazioni di Ouida sui diritti degli animali e contro la vivisezione, e l’eccezionalità delle sue posizioni sul ruolo della donna nella società. Tutti questi argomenti rientrano nel programma del Convegno di studi, che si annuncia come un luogo di vivo dibattito e soprattutto favorirà il piacere della riscoperta di un’autrice ancora poco nota nella sua patria d’adozione.


 
Torna ai contenuti | Torna al menu