DA LEGGERE


UN’ IMPORTANTE SCOPERTA AL CIMITERO INGLESE


A quanti sino ad ora si sono occupati del Cimitero Inglese di Bagni di Lucca era sfuggito che accanto agli insigni personaggi lì sepolti ( Ouida, E. Whipple, E. Cleveland, N. Erichsen, F. Grizanoswski, A.B. Archbald etc. etc.), vi fosse anche il monumento funebre di uno dei più famosi, anzi forse del più famoso entomologo del sec. XIX : Alexandre Henry Haliday.
Lo ha appurato la Fondazione Montaigne insieme alla sezione di Bagni di Lucca dell’Istituto Storico Lucchese, nel mettere a punto la programmazione degli interventi di restauro dei monumenti per il 2014.
Un’ analisi attenta dell’epigrafe in latino apposta sull’elegante monumento funebre e altre non semplici ricerche bibliografiche hanno permesso di arrivare a questa interessante conclusione.
Il pregevole monumento ha queste caratteristiche. La lapide a cippo è sormontata da una sorta di piramide, riccamente decorata di tralci a mo’ di corona, alla cui sommità poggia una lucerna. E’ recinto da un’ importante inferriata con colonnine lavorate collegate fra loro da una catena ad anelli.
A.E. Haliday nacque in Irlanda il 21 novembre del 1807. E’ noto per i suoi studi su Imenotteri, Ditteri e Tisanotteri, ma lavorò su tutti gli ordini di insetti e in vari ambiti dell’entomologia. Fu grande amico di Robert Templeton, altro illustre scienziato naturalista, e divise la sua vita fra l’Irlanda e la città di Lucca dove morì nel 1870.
Insieme a Camillo Rondani e a Adolfo Targioni Tozzetti, fu il fondatore della SEI, Società Entomologica Italiana, che ebbe sede a Firenze e poi a Genova, dove attualmente opera e svolge un’ intensa attività scientifico-culturale.
Haliday fu autore di moltissime opere e di contributi in riviste e in studi di settore.
E’ intenzione della Fondazione Montaigne, in occasione della cerimonia di inaugurazione dei monumenti funebri restaurati nel corso del 2014, che si svolgerà nel prossimo settembre/ottobre, ricordare questo illustre personaggio che va ad aggiungersi ai moltissimi altri che scelsero di riposare nel piccolo Cimitero Inglese di Bagni di Lucca, cullati dal mormorio del vicino Lima.
m.c.

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BREVI NOTE STORICHE SUL CIMITERO ANGLICANO
DI BAGNI DI LUCCA


………..………….e chi sedea
A libar latte e a raccontar sue pene
Ai cari estinti, una fragranza intorno
Sentia qual d’aura de’ beati Elisi.
Pietosa insania, che fa cari gli orti
De’ suburbani avelli alle britanne
Vergini, dove le conduce amore
Della perduta madre;…………..
Ugo Foscolo I sepolcri



Nel 1840 i coniugi Henry ed Elizabeth Stisted ottennero il permesso dal Principe di Lucca Carlo Lodovico di Borbone Parma di realizzare per la comunità inglese residente a Bagni di Lucca, una Chiesa ed un Cimitero di rito anglicano. Il piccolo cimitero, aperto nel 1842 e oggi dismesso, che all’evidenza è bisognoso di urgenti interventi di restauro e conservazione, misura circa 1800 mq. Era diviso in 46 spazi di I classe, 260 di II classe e 84 di III classe. Per i bambini erano previsti 25 spazi di II classe e 12 di III. Esso, quindi, avrebbe potuto ospitare 427 sepolture; 225 sul lato destro e 202 su quello sinistro. Nel cimitero sono sepolte 139 persone le cui generalità possono essere tutte ricavate da documenti oggi conservati nell’Archivio Storico del Comune, ma di alcune anche dalle stesse lapidi tombali. Molte sepolture oggi non sono più individuabili perché l’uomo e le sue tombe …….traveste il tempo! L’ originale impianto è ancor oggi abbastanza riconoscibile nelle sue forme essenziali. Subito dopo il cancello d’ingresso una breve gradinata accede al vialetto centrale che, in leggera salita, porta verso la Cappella per le onoranze funebri. A circa due terzi del percorso verso la Cappella un altro vialetto taglia trasversalmente quello centrale formando una croce cristiana.
Non più visibili i sentieri semicircolari che si partivano dal culmine della gradinata e si collegavano ai vialetti che percorrevano la cinta muraria e dai quali si staccavano piccoli sentieri per accedere alle singole tombe. La Cappella per le onoranze funebri è stata restaurata, insieme agli essenziali arredi, nel 2003 grazie ad un contributo del Rotary Club di Lucca. Di forma neogotica conserva all’interno un semplice pulpito-altare e un catafalco ambedue in stile neogotico. Non tutti coloro che sono qui sepolti morirono a Bagni di Lucca, ma furono qui inumati o per loro espressa volontà o per decisione dei parenti o degli amici e ciò dimostra che la Comunità Inglese di Bagni di Lucca, con la sua Chiesa e con il suo Cimitero di culto anglicano costituiva una sicuro riferimento anche per gli inglesi che abitavano in città vicine come Lucca, Pisa, Livorno, ma anche a Roma e all’estero. In origine il piccolo cimitero era adornato da varie essenze e cipressi e cedri di puri effluvj i zefiri impregnando / perenne verde protendean sull’urne…… Due filari di cinque cipressi ciascuno, facevano bella mostra di sé lungo il viale centrale e due erano a fianco della Cappella.
Altre essenze erano ( e in parte sono ancor oggi) lungo la parte di muro ai lati del cancello di ingresso. Alcune tombe erano ( e sono) delimitate da siepi di Buxus sempervirens. Altre erano ingentilite da vari esemplari di Rosa sp. Non poche tombe, infine, sono impreziosite da elementi metallici che ne delimitano il perimetro. Come il visitatore potrà osservare anche questi elementi, come la struttura lapidea vera e propria, spesso di pregevole fattura, sono molto degradati e necessitano di urgenti interventi di restauro e conservazione.


Il Cimitero Anglicano di Bagni di Lucca è di proprietà del Comune ed è gestito, per convenzione, dall’Istituto Storico Lucchese e dalla Fondazione Michel de Montaigne.
I Signori Visitatori che volessero contribuire alla manutenzione e agli interventi di restauro del Cimitero, per mezzo di gradite discrezionali offerte, potranno rivolgersi alla Biblioteca Comunale, telefonando al numero 0583-87619.


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Bibliografia essenziale:
- AA. VV., Il Cimitero Inglese ai Bagni di Lucca. Analisi e proposte di restauro, Ed. Regione Toscana, marzo 1994
- AA. VV., Il Cimitero Anglicano ai Bagni di Lucca,Istituto Storico Lucchese, L’Aldilà, Rivista di Storia della Tanatologia, Anno IX, 2003, nn. 1-2
- Laura Giambastiani, Il Cimitero Anglicano dei Bagni di Lucca, Iscrizioni e Fonti Archivistiche, idem, Anni XII/XIV- 2006/2008 nn. 1-2

Diamo ora qualche indicazione sui più importanti personaggi che sono qui
sepolti. Per facilitare l’individuazione della loro tomba è stato indicato un numero
progressivo riscontrabile sull’annessa piantina.


1) Colonnello Henry Stisted (Folkeston 1786- Bagni di Lucca 1843) Elizabeth Clotilde Stisted ( Dublino 1790- Bagni di Lucca 1868) Il Colonnello apparteneva al Royal Dragoons, fu agli ordini diretti di Wellington, combatté a Waterloo contro Napoleone. Sua moglie Elizabeth fu donna di grande cultura, ospitò nella sua casa di Bagni di Lucca, Lord Byron, Percy Shelley, Robert Browning ed Elizabeth Barrett, Walter Scott e Charles Lever. Fu autrice di un libro “ Letters from the bye-ways of Italy” la cui vendita contribuì alla costruzione della Chiesa e del Cimitero anglicano. Da notare che il nome di Elizabeth non è citato nell’epigrafe del monumento.


2) Louise de La Ramèe ( Ouida) ( Suffolk 1839- Viareggio 1908) Prolifica scrittrice di romanzi e novelle di grande successo. Il suo sarcofago è opera dello scultore lucchese Luigi Norfini e richiama il celebre sarcofago di Ilaria del Carretto, conservato nel Duomo di Lucca e opera di Jacopo della Quercia.


3) Charles Isidore Hemans (St. Asaph N.W.1818 – Bagni di Lucca 1876) figlio
minore della famosa poetessa inglese Felicia Hemans.


4) Ernst Georg Gryzanowski (Königsberg 1824- Lucca 1888) Dottore in medicina e filosofia e membro dell’Associazione contro la vivisezione degli animali.


5) Andrew Berry Archbald ( America 1829- Firenze 1881) Famoso botanico che studiò a fondo la flora della regione appenninica lucchese.


6) Benjamin Gibson ( Conway UK1811 - Bagni di Lucca 1851) Fu membro dell’ Associazione Archeologica di Londra. Il suo monumento funebre è opera del fratello John Gibson famoso scultore neoclassico, allievo del Canova.

 

7) Nelly Erichsen ( Inghilterra 1862 - Bagni di Lucca 1918) Poetessa, scrittrice e pittrice

 

8) Rose Elizabeth Cleveland ( New York 1849 - Bagni di Lucca 1918) Sorella del Presidente degli USA Stephen Grover Cleveland, fu donna di cultura e dedita, durante la sua permanenza a Bagni di Lucca, a opere di solidarietà. Fu intima amica della sua vicina di tomba

 

9) Evangeline Whipple ( Boston 1863 – Londra 1930) Si stabilì a Bagni di Lucca nel 1912 dove si adoperò in aiuto delle famiglie dei profughi e dei richiamati sul fronte della I Guerra Mondiale. Scrisse un importante volume su Bagni di Lucca: A famous corner of Tuscany. Morì a Londra, ma volle essere sepolta qui accanto alle sue amiche.


10) John Marshall ( Liverpool 1862 - Roma1928) Edwar Perry Warren ( Waterton 1860- Lewes nel Sussex 1928) Personaggi di grande rilievo nella storia del mecenatismo americano e del collezionismo d’arte. Furono uniti da amicizia nella vita e nella morte.


11) Henry Döhler (Berlino 1778 - Lucca 1843) Maestro di Lingue Straniere del figlio del Principe di Lucca Carlo Lodovico e segretario particolare del Principe stesso.

 

L’ultima inumazione risale al 1953, anno della definitiva chiusura del Cimitero.

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A Ouida, l’amica risanata


Posted on gennaio 5, 2014 di francomarucci


A Bagni di Lucca non stanno fermi neanche un minuto, e ricolmano di continuo di attenzioni e di onori le grandi figure che vi sono passate, che vi hanno soggiornato e vissuto, e hanno legami con la bella e storica località dell’appennino lucchese.

Scrivo perché ho appena ricevuto la notizia dal professor Marcello Cherubini, instancabile organizzatore culturale e vulcano di idee, che al loro piccolo Cimitero “degli inglesi”, dove sono sepolte varie glorie letterarie dell’Ottocento, è stata da poco restaurata la tomba di Ouida. Ai neofiti e ai molti lettori e cultori comuni di letteratura inglese – che diranno chi è costei? – si può ricordare che questa scrittrice era al secolo Louisa de la Ramée (figlia di un francese dunque, e di una madre inglesissima), e che da piccola chiamava se stessa e si faceva chiamare Ouìda, con questo accento (piccola storpiatura del nome, non Ouidà come qualcuno alla francese la chiama tuttora). Cominciò Ouida a scrivere in Inghilterra romanzi di alta società che non ebbero la risonanza e il riconoscimento che lei si figurava: Ouida, pur poi sempre classificata come romanziera popolare di feuilletons, vibrava di un orgoglio smisurato e non si riteneva seconda a nessuno e a nessuna, nemmeno a George Eliot. Continuò a scrivere e pubblicare (ovviamente in inglese) romanzi anche in Italia dove venne ancora giovane con la madre: da noi visse quasi sempre in Toscana, prima a Firenze poi nella Lucchesia morendo molto povera  nel 1908 a Viareggio. A Bagni di Lucca ci è stata obiettivamente poco, ma ci è sepolta come detto, e fino a ieri in una tomba in sé sontuosa,  che la raffigura giacente con nobili lineamenti (lo scultore imitava la tomba di Ilaria del Carretto) e un cagnolino ai piedi: sempre rimasta zitella, adorava i cani e ne teneva presso di sé piccole mute, amorevolmente. Gli esseri umani non le erano tutti graditi. Tutt’altro che bella, ma è un eufemismo, aveva cercato nei suoi decenni fiorentini e romani di fare anche la donna  fatale: teneva salotto, invitava i nobili decaduti della Toscana, cercò soprattutto di fare innamorare di sé, vanamente, il più celebre dei tenori italiani di fine Ottocento, un certo Mario (si vada a vedere chi era!). Un impossibile romance. Il suo canone ha dello spaventoso: decine e decine di romanzi e racconti, alcuni ambientati nella Maremma. Almeno tre fanno figura.

Ora approfitto per dire, e chiudere la parentesi, che Bagni di Lucca aveva già onorato la scrittrice, Ouida, con un convegno di studi nel caldissimo fine agosto del 2008. Io stesso modestamente, e più attivamente il professor Curreli e il professor Cherubini, rastrellammo il globo per invitare tutti i pochi intenditori di questa scrittrice, e ne venne fuori un vario ed esaurientisismo panorama di interventi: chi vuole può procurarsi il numero della rivista “Anglistica Pisana” (VI, 1/2,  2009) che raccoglie gli Atti del detto Convegno. Non esagero: questo convegno ha fatto storia.

Venendo al punto: la tomba di Ouida era sino a poco fa irriconoscibile (dico la sua figura scolpita), e bruttata da chiazze di muschio annerito. Recentemente è stata restaurata, e posto qui una piccola galleria fotografica che mostra in modo “plastico”, come dicono oggi i politici, il magnifico restauro che è stato operato. Ouida è stata risanata, rinata a nuova vita.

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La prima foto mostra come era la tomba prima, le altre tre il lavoro in progress e il risultato finale. Le due figure umane sono l’una lo scalpellino e l’altra il professor Tony Bareham, alla cui generosità, sono informato, si deve questo restauro, e a cui vanno i ringraziamenti sentiti dei cultori e degli appassionati di questa scrittrice – che , a proposito, sta tornando a interessare in Inghilterra come vedo. Poco si è fatto invece in Italia a parte il nostro convegno del 2008. Se qualcuno ha interesse mi chieda pure altre notizie: avevo intenzione di scrivere una biografia della scrittrice anni fa, progetto naufragato o rimandato, ma ho molti pacchi di note.

 

Franco Marucci

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